Uno su quattro insoddisfatto del proprio lavoro

In Europa, quattro lavoratori su dieci lamentano di svolgere un lavoro che ha poco a che fare con le proprie competenze e con i propri studi. Sono questi I risultati di un’indagine di Eurobarometro che ha interrogato 13 mila persone sul grado di benessere mentale anche in rapporto alla professione svolta.

Il fenomeno non si manifesta ovunque con la medesima intensità. Le cose vanno meglio in Danimarca, Finlandia, Austria, Germania e Slovacchia. In questi paesi è superiore all’80 per cento la quota di coloro i quali considerano il loro impiego coerente e adeguato alle loro competenze.
Le cose vanno peggio in Francia e in Gran Bretagna dove un terzo ritiene che il posto di lavoro non sia in linea con i propri studi e competenze.
In Italia a sentirsi fuori luogo sono il 25 per cento, mentre il 73 per cento è convinto che l’attuale lavoro rifletta la proprie competenze.

A sentirsi al posto giusto sono soprattutto quelli che ricoprono posizioni manageriali.  Anche chi proviene dalle classi sociali più elevate è spesso quasi sempre in “sintonia” con la propria posizione professionale.
A sentirsi fuori luogo sono soprattutto coloro che svolgono lavori manuali ma anche gli appartenenti alle classi sociali più svantaggiate.

 
Anche tra le diverse generazioni la percezione è diversa. Un terzo degli “under 24”  si dichiara insoddisfatto. Lo stesso vale per il 26 per cento di chi ha un’età compresa tra 25 e 39 anni. Sopra i 55 anni gli insoddisfatti sono “solo” il 19 per cento.

Un lavoratore su cinque afferma, inoltre, di non ricevere sufficiente rispetto e riconoscimento per quello che fa. Negli ultimi anni, infatti, le condizioni di lavoro non sembrano essere migliorate. Le retribuzioni  hanno perso potere d’acquisto, i contratti sono sempre di più precari, i ritmi di lavoro sono aumentati e le mansioni si sono impoverite.

Uno su quattro insoddisfatto del proprio lavoro

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